Sciopero sanità privata. Aiop Veneto: “Lavoratori meritano rinnovo contratto, ma senza tariffe certe, non si costruisce nulla”
“Aiop vuole fare alleanza con i sindacati, non porsi come controparte”, spiega il presidente di Aiop Veneto, Vittorio Morello, che ribadisce la volontà dell'associazione di rinnovare i contratti, ma anche la richiesta urgente a Stefani di adeguare le tariffe agli indici Istat. Tariffe “ferme da oltre vent’anni”.
A poche ore dallo sciopero nazionale proclamato da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, AIOP Veneto non si sottrae al confronto e, in una nota, dichiara: “La vertenza contrattuale è reale, la sofferenza dei lavoratori è reale, e il tempo delle posizioni di principio è finito”. Ma, sottolinea anche, servono le giuste condizioni.
“Vogliamo rinnovare i contratti. Non è una posizione di facciata, non è una dichiarazione di circostanza alla vigilia di uno sciopero”, chiarisce Vittorio Morello, presidente di Aiop Veneto. “I nostri lavoratori svolgono le stesse mansioni dei colleghi del comparto pubblico, spesso con gli stessi turni e la stessa dedizione. È giusto che abbiano la stessa dignità contrattuale ed economica. Su questo non c’è alcuna ambiguità”.
Le 34 strutture associate ad Aiop Veneto, di cui 21 istituzioni ospedaliere e 13 realtà socio sanitarie, contano oltre 4.420 posti letto accreditati e convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale e danno lavoro a circa 10.000 persone. Con circa il 10% delle risorse del fondo ospedaliero regionale, erogano oltre il 20% dei ricoveri in Veneto e attraggono da sole più della metà dell’intera mobilità sanitaria attiva della regione. “Un patrimonio produttivo, professionale e umano che il sistema non può permettersi di disperdere”, sottolinea l’associazione.
Il contratto collettivo della sanità convenzionata è fermo al 2018: “Nessun adeguamento, nessun rinnovo, nessuna tutela aggiuntiva per gli oltre 10.000 lavoratori del settore accreditato veneto. Nel frattempo, la sanità pubblica ha già completato tre cicli di rinnovo contrattuale dal 2018 ad oggi, con fondi stanziati direttamente dallo Stato attraverso il MEF. Tre rinnovi contro zero: non è un dettaglio, è una frattura di sistema. E se non si interviene, questa disparità di trattamento farà male all’intero sistema socio-sanitario del Paese”, sostiene Aiop Veneto.
“Ma il problema tariffario – sottolinea l’associazione – precede persino il blocco contrattuale. Le tariffe DRG per la sanità convenzionata sono ferme da oltre vent’anni: due decenni senza aggiornamento, durante i quali inflazione, costo del lavoro, tecnologie sanitarie e standard assistenziali sono profondamente mutati. I budget assegnati alle strutture private accreditate riflettono la stessa inerzia strutturale: il loro valore reale è fermo al 2011. Costruire un rinnovo contrattuale sostenibile su queste fondamenta significa costruire su sabbia”.
“Sarebbe come punire l’efficienza” dice Morello. “Essere efficienti non può diventare una colpa. Le nostre strutture continuano a contribuire al sistema pubblico attraverso le tasse che versano allo Stato: in parte le risorse che riceviamo ci rientrano come onere fiscale. Chiedere che le tariffe riflettano i costi reali non è una pretesa straordinaria: è il presupposto minimo di qualsiasi rapporto equo tra pubblico e privato accreditato”.
Secondo Aiop Veneto, la svolta potrebbe essere vicina, se la politica regionale lo vuole. “La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 1 miliardo di euro per l’aggiornamento delle tariffe di ricovero e riabilitazione, destinati a salire a 1,35 miliardi annui dal 2027. Il Governo ha fatto la propria parte: ha messo le risorse, e ha riconosciuto alle strutture private accreditate anche un incremento del 7% sui budget assegnati. Eppure questi fondi restano bloccati: le Regioni non li hanno ancora tradotti in certezze tariffarie e di budget reali. La domanda non è se si possa fare, ma se ci sia la volontà politica di farlo”.
Aiop Veneto chiede con urgenza al presidente Alberto Stefani di intervenire su due fronti. “Primo: adeguare immediatamente le tariffe e i budget agli indici reali di costo. Secondo, e più importante nel medio periodo: cambiare il metodo, agganciando l’aggiornamento tariffario all’ISTAT, come avviene per tutti gli altri contratti e per tutte le altre voci di spesa pubblica. Solo con un meccanismo automatico e strutturale è possibile costruire un rinnovo contrattuale duraturo e uscire dal circolo vizioso di decenni di immobilità. I nostri lavoratori non sono figli di un dio minore: meritano la stessa dignità dei colleghi del comparto pubblico, e il Veneto — che ha già dimostrato senso di responsabilità rifiutando tariffe nazionali penalizzanti — ha tutti gli strumenti per essere ancora una volta all’avanguardia”.
Il 17 aprile, per l’associazione, i lavoratori del settore “hanno tutto il diritto di far sentire la propria voce”. E “Aiop Veneto non è la loro controparte: vuole essere la loro alleata. L’associazione li ascolta, ne riconosce le ragioni, condivide la frustrazione per anni di immobilità, e si impegna a fare la propria parte con le organizzazioni sindacali — a condizione che le istituzioni facciano la loro”.
“Vogliamo sederci allo stesso tavolo dei sindacati, non di fronte” conclude Morello. “La vertenza non è tra noi e i lavoratori. È tra un sistema che vuole rinnovarsi e istituzioni che devono ancora decidere se stare dalla parte giusta”.
In questo contesto, AIOP Veneto accoglie con favore la nomina del dottor Giancarlo Ruscitti a nuovo Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, ufficializzata oggi dal presidente Stefani. “Le nostre congratulazioni per l’importante incarico. La sua lunga esperienza — già al vertice della sanità veneta — ci rende fiduciosi di poter aprire presto un confronto costruttivo sui temi al centro di questa vertenza: tariffe, budget, contratti, sostenibilità del sistema”.
